Digeribilità della pasta : hai provato la cottura passiva?


Se soffri di disturbi di digestione sai bene quanto è dura doversi privare di alcuni alimenti che, pur piacendoti, ti causano non pochi problemi.  In moltissimi casi il problema riguarda soprattutto la pasta, alimento principe delle tavole italiane che per alcuni però risulta difficile da assimilare. Ma in realtà molto è legato al tipo di cottura effettuato.

Cuocere la pasta può sembrare la cosa più semplice da fare, un’operazione alla portata di tutti, anche dei golosi più maldestri. In realtà non tutti sanno che  su questo tema, esistono varie scuole di pensiero.

Su un punto, siamo quasi tutti d’accordo ossia la pasta deve essere al dente. Ma qual è il metodo migliore per evitare errori?E soprattutto, qual è il modo migliore per  conservare tutte le proprietà nutritive di questo fantastico alimento?

A quanto pare non è sufficiente tenere d’occhio l’orologio per non sforare i tempi di cottura! Esiste una tecnica particolare che mette d’accordo chef e nutrizionisti : la cottura passiva

Come funziona

 Si tratta di una tecnica abbastanza semplice, a quanto pare molto utilizzata da chef stellati in quanto consente di mantenere intatti anche formati che hanno problemi  a tenere in modo ottimale la cottura.

Il procedimento è semplice: occorre portare l’acqua ad ebollizione, gettare la pasta e spegnere il fornello dopo due minuti di cottura .Quindi coprire la pentola e continuare la cottura a fuoco spento fino al completamento del tempo di cottura indicato. 

Questo metodo dovrebbe evitare  la dispersione dell’amido e del glutine,  preservando il sapore della pasta  e nutrimenti preziosi. 
Noi  l’abbiamo provato ed effettivamente la pasta ha un gusto più corposo e sembra anche più digeribile.

Ovviamente questa tecnica è da sperimentare con pasta di  qualità, come quella che trovate sul nostro shop! Scopri tutti i formati disponibili