Il principe Casanova a tavola


Il principe Giacomo Casanova è stato ritenuto il più grande seduttore di tutti i tempi  e pare che la sua infallibile tecnica di corteggiamento, iniziasse proprio a tavola.  Dalle pagine del suo diario, sembra infatti che  le sue armi “segrete”   fossero la pasta, le cipolle, la carne di piccione e le ostriche.

Addirittura sembra che il titolo di “Principe” gli fu riconosciuto proprio a tavola, per sottolineare le  doti da buongustaio : durante le sue “disavventure a Chioggia”, Giacomo Casanova si era imbattuto  in una singolare accademia gastronomico-letteraria dei maccheroni. e in una pagina delle sue “Memorie”  in cui racconta quella storia, si legge:

Fui ancor più brillante a tavola che alla riunione, e mangiai tanti maccheroni che mi giudicarono degno di essere proclamato principe.”

Essendo appassionato di pasta, non poteva  assolutamente perdersi  una visita in Campania, patria dei maccheroni.

 

Ed infatti,  Casanova soggiornò a Napoli intorno al 1750  a Palazzo Pignatelli, ospite di Carlo Carafa e Vittoria Guevara, che  lo intrattenevano con sontuosi banchetti e belle donne. Proprio durante in soggiorno napoletano, si svolse un episodio che Casanova racconta nelle sue “Memorie” : durante una serata al teatro San Carlo, don Carlo Carafa aveva presentato allo scrittore la sua amante, l’avvenente  Leonida con cui ovviamente Casanova intrecciò una relazione.

La passione fu talmente travolgente che i due iniziarono a parlare di matrimonio ma quando Casanova si recò dalla famiglia di Leonida per chiederla in sposa,  scoprì che sua madre era tale Lucrezia Monti, di cui era stato amante durante un soggiorno a  Tivoli . Ebbene, Leonida era figlia proprio di quella relazione. Inutile dirlo : Casanova non sposò Leonida ma ovviamente riallacciò la relazione con la madre.

 

 

 

Fonti:
Bestiario Napoletano, Antonella Cilento
www.tacquinistorici.it